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giovedě 16 maggio 2013

Une interprčte en cache une autre...

Intervista a Serra Yilmaz

venerdě 5 aprile 2013

Diamo il benvenuto ai nuovi membri

Quattro nuovi colleghi da oggi membri della Regione Italia

lunedě 25 marzo 2013

Un'interprete AIIC al fianco del grande Ridley Scott

A Roma per la serie Tv sul Vaticano

sabato 16 marzo 2013

Assemblea Regionale a Firenze

Una fucina di idee

domenica 3 marzo 2013

Appuntamento alla Regionale di Firenze

Sabato 16 marzo 2013

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giovedě 28 giugno 2012

Degli Interpreti AIIC si parla anche in Radio

Gli interpreti AIIC approdano anche su Radio 1.  Dopo l'interessante intervento sui temi dell'Internazionalizzazione in occasione della Tavola Rotonda del Forum della Comunicazione, la nostra brava Olga Fernando è stata invitata come ospite alla trasmissione radiofonica CheckIn Radio su Radio 1 dello scorso 19 giugno.  Per chi si fosse perso la trasmissione, può scaricare il podcast al seguente indirizzo: www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/Page-937f0aa2-35c8-4a52-a171-ab49932a6bf2.html oppure leggere la nostra trascrizione.  Buona ascolto!

Trascrizione della trasmissione Check-in di Radio Uno del 19 giugno 2012 condotto da Paolo Notari e Benedicta Boccoli

Giornalista:
Di lingue parliamo con un’ospite di eccezione, che conosciamo tutti. Uno dei volti e delle voci più note in Italia perché spesso interviene in televisione e spesso ci aiuta a capire cosa dicono attori, cantanti stranieri. È la mitica Olga Fernando della Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza. Buongiorno Dott.ssa Fernando e benvenuta a bordo dell’Aereo di rai radio Uno

Olga:
Buongiorno, grazie

Giornalista:
Che piacere conoscerla

Olga:
Piacere mio.

Giornalista:
Vuole che le faccia le domande in inglese e lei le traduce in Italiano o andiamo direttamente in Italiano Olga. Cosa preferisce?

Olga:
Facciamo in Italiano

Giornalista:
Facciamo direttamente in Italiano anche perché sarei molto in difficoltà. Ha ragione la nostra Claudia a proporre che i bambini imparino non una ma addirittura due lingue straniere a scuola?

Olga:
Non posso che trovarmi d’accordo. Io ho avuto il privilegio e la fortuna di crescere in una famiglia bilingue perché mia mamma era toscana e mio babbo era dello Sri Lanka, parlava inglese a casa. E io poi ho fatto tutte le scuole inglesi dove ho imparato il francese come lingua straniera

Giornalista:
E quindi ha avuto grandi possibilità. Ma quale è la sua definizione di multiculturalità
.

Olga:
Credo che gli interpreti siano un bell’esempio di multiculturalità, sia perché molti di noi nasciamo in contesti che sono per definizione multiculturali. E poi perché abbiamo la curiosità. Ecco credo che la curiosità sia la molla fondamentale per chi vuole affacciarsi a questo mondo sempre più grande ma anche sempre più piccolo. E lo vediamo tutti i giorni. Ci sono interpreti che non sono contenti di avere tre lingue al proprio attivo e cominciano a studiarne una quarta, una quinta. È un po’ una febbre.

Giornalista:
Però ci devi essere anche un po’ portato. Perché per esempio io quando studio l’inglese, non mi ricordo le parole. Le studio e il giorno dopo non me le ricordo più.

Olga:
L’interesse è importante. Bisogna capire perché uno studia una lingua. Stavo parlando l’altro giorno con una mia collega argentina la quale mi raccontava che nelle scuole pubbliche in Argentina, le lezioni si svolgono in inglese la mattina e in spagnolo il pomeriggio. Questo in tutte le scuole elementari quindi svolgono un programma per metà in lingua inglese e per meta in lingua spagnola .Però se uno la lingua la vuole studiare per diventare interprete, quello è un altro discorso. È ovvio che li si deve partire da una conoscenza delle lingue che poi si approfondisce, si impara la tecnica, si studiano tutte le strategie che noi usiamo nelle nostre traduzioni scritte ma soprattutto nell’interpretariato e soprattutto in consecutiva.

Giornalista:
Cara Dott.ssa Olga Fernando, conoscere le lingue può aiutare anche a comprendere le differenze, a non lasciarsi spaventare dalla convivenza con lo straniero?

Olga: Assolutamente si. Io spesso sono stata in una scuola qui a Roma, che è una scuola inglese però internazionale. Ancora oggi sono circa 60 le nazionalità rappresentate, quindi in una tipica classe di 20 allievi, ci sono bambini provenienti da tutte le parti del mondo e quindi portano con loro non solo la propria lingua ma anche la loro cultura, le proprie abitudini alimentari. Ripeto, la curiosità, l’apertura è fondamentale.

Giornalista:
E il cinese può diventare la lingua del futuro?

Olga:
Io credo che indubbiamente il cinese rappresenti ormai una realtà anche dal punto di vista linguistico. Per esempio viene introdotto anche nelle scuole adesso. So che è molto difficile impararlo. Io ho un collega che lo sta studiando da anni perché ha un amore e una passione nei confronti della cultura cinese. Quindi secondo me se c’è l’interesse, se c’è la cultura si possono anche riuscire a superare le difficoltà

Giornalista:
Beh io avevo un portiere che studiava il cinese. Cantava tutte le commedie musicali quando spazzava fuori, in cinese, e mi salutava in cinese. Studiava tutti i giorni il cinese dalla sua guardiola.

Olga:
Posso fare l’esempio di un’altra lingua difficile per gli Europei che è il giapponese. C’è un nostro collega bravissimo che parla benissimo il Giapponese, fa l’interpretariato da e verso e mi ha spiegato che la sua passione per il Giapponese è iniziata con i manga. Lui da bambini, da undicenne, dodicenne aveva tanta passione per questi fumetti giapponesi che non trovava in italiano e così ha cominciato a studiare il giapponese.

Giornalista:
torniamo a quello che dicevamo prima di un interesse particolare. Io potrei imparare il cinese per gli involtini primavera. Ne mangio tantissimi. Abbiamo parlato di bambini. Crescendo si presentano altre opportunità come i viaggi estivi, interculturalità , il famoso Erasmus. Vado tre mesi all’estero ad imparare la lingua. Sono esperienze che lei consiglia? Servono realmente questi tre mesi all’estero?

Olga:
Servono comunque. Io per esempio ho una figlia di diciassette anni e dei suoi amici di altre scuole italiane sono andati a trascorrere sei mesi all’estero, negli Stati Uniti o in altri paesi e sono tornati, devo dire, cambiati proprio per questo discorso

Giornalista:
Ma una conoscenza più diffusa delle lingue può aiutare un paese a risollevarsi dalla crisi?

Olga:
Io credo di si, perché comunque lingua è comunicazione. Cioè se noi ci chiudiamo, se non siamo pronti a comunicare con gli altri, anche in momenti difficili, soprattutto in momenti difficili. Credo che sia qualchecosa in più che dobbiamo tenere presente. Ricordiamoci per esempio i paesi scandinavi. Li, l’inglese viene parlato da tutti e questo magari aiuta i norvegesi, gli svedesi, i finlandesi, ad essere più pronti a viaggiare e anche a trasferirsi a lavorare all’estero, proprio perché hanno questa capacità di esprimersi in una lingua che non è la loro ma che conoscono bene in quanto l’hanno studiata a scuola da piccolissimi.

Giornalista:
Noi ringraziamo di cuore Olga Fernando della Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza che abbiamo imparato a conoscere ai primi Maurizio Costanzo Show e poi in tante occasioni importanti è stata fondamentale. Grazie di cuore per averci dato anche questa possibilità di arricchimento culturale e umano che si prospetta con la conoscenza delle lingue. A risentirci

Olga:
Grazie a voi. Buone Lingue!
 

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